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La natura come infrastruttura: cosa può imparare la Valle Umbra

Oct 13, 2026 · @Francesco

Alberi che raffrescano le piazze, parchi che trattengono l’acqua dei temporali, sponde verdi che filtrano ciò che arriva ai fiumi. Non è un sogno ambientalista: è il modo in cui le città europee si stanno preparando al clima che cambia. Se ne è parlato il 13 ottobre a Terni, nel seminario sulle soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions) organizzato da AURI e dalla Scuola di Alta Formazione Ambientale di ARPA Umbria.

Quello che è emerso riguarda da vicino anche la Valle Umbra. I nostri quattordici Comuni, da Nocera Umbra a Massa Martana, da Foligno a Campello sul Clitunno, vivono gli stessi problemi delle grandi città: estati sempre più calde, piogge improvvise e concentrate, fiumi che d’estate soffrono. E hanno una risorsa che molti invidiano: un paesaggio dove acqua e natura sono ancora protagoniste.

Il seminario e i suoi protagonisti

Padrone di casa è stato Alfonso Morelli, direttore generale di ARPA Umbria, che ha accolto i relatori nella sala “M. Santoloci” dell’Agenzia a Terni. A moderare la mattinata è stata Irene Costarelli di ARPA Umbria, che ha guidato il confronto tra chi era in sala e chi interveniva in collegamento.

Sono intervenuti:

  • Sandro Rossignoli, AURI (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico) – Servizio Idrico
  • Alfonso Morelli, direttore generale di ARPA Umbria
  • Paolo Fratini, Umbraflor
  • Alessandro Sebastiani, ENEA
  • Carlo Calfapietra, CNR IRET e NbS Italy Hub
  • David Grohmann, assessore del Comune di Perugia
  • Andrea Sconocchia, ARPA Umbria

Cosa sono le soluzioni basate sulla natura

Le Nature-based Solutions, o NbS, sono interventi che usano piante, suolo e acqua per risolvere problemi concreti delle città e dei territori: abbassare la temperatura, gestire la pioggia, depurare l’acqua, ridare spazio alla biodiversità.

Le Nazioni Unite, nell’Assemblea per l’Ambiente del 2022, le hanno definite come azioni per proteggere, ripristinare e gestire in modo sostenibile gli ecosistemi naturali o modificati, terrestri, d’acqua dolce, costieri e marini. Lo scopo è rispondere alle sfide sociali, economiche e ambientali portando insieme benefici al benessere delle persone e alla biodiversità. La Commissione europea aggiunge che devono essere ispirate e sostenute dalla natura, convenienti nei costi e capaci di rendere i territori più resilienti.

Come ha spiegato Alessandro Sebastiani di ENEA, le NbS sono un “concetto ombrello” che riunisce approcci già noti: infrastrutture verdi e blu, foreste urbane, sistemi di drenaggio sostenibile, ingegneria naturalistica, progettazione attenta al ciclo dell’acqua. La novità sta nel trattarle come vere opere pubbliche, con obiettivi misurabili e una cura programmata nel tempo.

Cosa chiede l’Europa sulle soluzioni basate sulla natura

L’Unione europea ha fatto delle soluzioni basate sulla natura uno strumento centrale della Strategia per la biodiversità 2030, ricostruita da Carlo Calfapietra del CNR. Il passo più importante è la Nature Restoration Law, il Regolamento europeo 2024/1991 sul ripristino della natura, in vigore da agosto 2024. Tra i suoi obiettivi:

  • ripristinare almeno il 20% delle superfici terrestri e marine dell’Unione entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che ne hanno bisogno entro il 2050;
  • nessuna perdita netta di spazi verdi e di copertura arborea nelle città entro il 2030, e da lì in poi una crescita;
  • riportare almeno 25.000 km di fiumi europei a scorrere liberamente, eliminando le barriere inutili;
  • invertire il declino degli insetti impollinatori.

Ogni Stato membro deve tradurre questi obiettivi in un Piano nazionale di ripristino. Per i Comuni significa che il verde urbano e la cura dei corsi d’acqua non sono più una scelta facoltativa, ma una parte degli impegni presi dall’Italia in Europa.

Al seminario sono stati mostrati esempi molto concreti:

  • Le foreste urbane: secondo uno studio su 93 città europee citato da ENEA, il 30% in più di copertura arborea abbasserebbe la temperatura fino a 1,3 °C ed eviterebbe circa un terzo delle morti legate al caldo.
  • I parchi che si allagano apposta: a Copenaghen il parco Grønningen-Bispeparken, presentato da David Grohmann, raccoglie l’acqua dei temporali in una serie di vasche verdi prima che arrivi in fognatura.
  • Tetti e pareti verdi: isolano gli edifici, catturano le polveri sottili e trattengono la pioggia.

C’è però una condizione, ripetuta da più relatori: una pianta messa a dimora senza cure negli anni successivi è un investimento perso. Per questo Paolo Fratini di Umbraflor, il vivaio che ha fornito 3,8 milioni di piante per il PNRR, ha invitato a “non potare ma curare”, programmando il verde su più anni.

ARPA Umbria e le soluzioni basate sulla natura

Per Alfonso Morelli l’Agenzia vuole essere protagonista di questa transizione. ARPA Umbria farà partire un centro sperimentale dedicato alle soluzioni basate sulla natura, per il quale sono già state acquistate apparecchiature specifiche. Il centro servirà a mettere a punto tecnologie utili al territorio e agli enti locali e a formare nuove professionalità. I risultati saranno divulgati e condivisi con il CNR e altri istituti, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita.

ARPA segue anche un progetto sui tetti verdi, affiancando i Comuni prima e dopo gli interventi per misurarne i risultati. Morelli non ha nascosto che su stress idrico e calore c’è tempo perso da recuperare. Tra le novità annunciate ci sono i crediti di impatto: misurare quanto una tecnologia verde funziona davvero, per darle un riconoscimento economico nella finanza etica delle imprese. Un percorso avviato con l’Università di Perugia e Gepafin.

Sulla stessa linea Andrea Sconocchia, di ARPA Umbria, ha spiegato che il monitoraggio dell’Agenzia è lo strumento per verificare nel tempo che un’opera verde mantenga le prestazioni promesse, “esattamente come un ponte stradale”.

Gov4Water: l’acqua che non si spreca

Il seminario era il quinto workshop regionale di Gov4Water, progetto europeo del programma Interreg Europe di cui AURI è capofila e che mette a confronto autorità idriche di sei paesi europei. Sandro Rossignoli, del Servizio Idrico di AURI, ha illustrato il ruolo dell’Autorità nella regolazione del servizio idrico integrato umbro e gli obiettivi del progetto: una gestione dell’acqua più attenta al clima che cambia.

Uno dei temi centrali è il recupero delle acque reflue depurate per usi di servizio e industriali. Riutilizzare l’acqua già trattata dai depuratori significa ridurre i prelievi da falde e sorgenti, lasciando l’acqua migliore agli usi potabili e ai fiumi.

Soluzioni basate sulla natura: cosa possono fare i Comuni

Il seminario ha messo in fila strumenti che anche un piccolo Comune può usare:

  • Appalti di qualità: i Criteri Ambientali Minimi, obbligatori negli appalti pubblici, e le nuove norme UNI sulle soluzioni basate sulla natura permettono di chiedere prestazioni misurabili invece di accettare il massimo ribasso. Lo ha spiegato Andrea Sconocchia di ARPA Umbria.
  • Contratti a risultato: censire il verde esistente, fissare obiettivi e misurarli negli anni, come suggerito da Umbraflor.
  • Un’agenzia che misura: ARPA Umbria sta avviando un centro sperimentale sulle NbS e può affiancare gli enti locali prima e dopo gli interventi.
  • Strumenti gratuiti: il NbS CataTool del National Biodiversity Future Center aiuta a scegliere la soluzione giusta per ogni contesto, dalla piazza al corso d’acqua.
  • Nuove forme di finanziamento: i crediti di impatto allo studio con Università di Perugia e Gepafin potrebbero coinvolgere le imprese del territorio negli interventi verdi.

Per un territorio come il nostro, fatto di centri storici, campagne e corsi d’acqua, la sfida è lavorare insieme: un fiume attraversa più Comuni, e lo stesso vale per i suoi problemi e le sue opportunità.

L’Umbria al centro, nel 2027

Dal 6 al 10 settembre 2027 l’Umbria ospiterà tra Orvieto e Terni la NbS Week nazionale, con workshop, visite sul campo e una scuola di formazione. Sarà l’occasione per mostrare cosa si sta facendo nella nostra regione e, perché no, per portare la Valle Umbra tra i casi di studio.

Umbria da Vivere seguirà il percorso, raccontando i progetti che nascono sul territorio e dando voce a chi li porta avanti. Perché prendersi cura dei nostri fiumi, dei parchi e delle piazze non è solo una questione ambientale: è il modo migliore per continuare a vivere bene in Umbria.

Per approfondire

Una selezione di siti e strumenti presentati al seminario, utili ad amministratori, tecnici e cittadini.

Risorsa Cosa si trova Link
NbS CataTool (National Biodiversity Future Center) Strumento online per scegliere la soluzione basata sulla natura adatta a ogni contesto, con un archivio di casi studio biodiversitygateway.it
National Biodiversity Future Center Il centro nazionale di ricerca sulla biodiversità finanziato dal PNRR nbfc.it
Linee guida NBFC sul fotovoltaico a terra Come progettare e gestire un impianto fotovoltaico a terra che tuteli la biodiversità nbfc.it/impianti-fotovoltaici-installati
NbS Italy Hub (CNR IRET) Rete italiana sulle NbS, organizzatrice della NbS Week 2027 in Umbria nbs.italy@iret.cnr.it
Gov4Water (Interreg Europe) Il progetto europeo sulla governance dell’acqua a cui partecipa AURI interregeurope.eu/gov4water
Roma per il Clima – progetto TSI Il progetto sulle isole di calore di Roma, con ENEA tra i partner, e le linee guida per l’adattamento climatico romaperilclima.it
Parco Grønningen-Bispeparken, Copenaghen Il parco che raccoglie l’acqua piovana in 18 canali naturali, mostrato dal Comune di Perugia landscape.coac.net
Studio su alberi e calore nelle città europee La notizia della Commissione europea sullo studio pubblicato su The Lancet (93 città, +30% di alberi) environment.ec.europa.eu
Nature Restoration Law Il Regolamento UE 2024/1991 sul ripristino della natura eur-lex.europa.eu
CAM per il verde pubblico (ISPRA) I Criteri Ambientali Minimi per il servizio di gestione del verde pubblico isprambiente.gov.it
Scuola di Alta Formazione Ambientale – ARPA Umbria Corsi e seminari organizzati da ARPA Umbria safa.arpa.umbria.it